La Soia è Un’importante Fonte Anti-tumorale

Dessert: frutta. Ammesso il cioccolato fondente. Un altro vantaggio di mangiare cibi a base vegetale è l’apporto di fibre. La fibra è quella parte della pianta che il corpo non può digerire. Essa svolge un ruolo chiave nel mantenere il sistema digerente sano e pulito, pulendolo da eventuali componenti cancerogene presenti in molti cibi. Le fibre si trovano nella frutta, verdura e nei cereali integrali. In generale, meno trasformazioni ha subito l’alimento, maggiore è il contenuto di fibre. Le fibre sono in grado di assorbire gli acidi biliari impedendo loro di agire sui batteri per produrre sostanze cancerogene che si formano dai cibi in decomposizione all’interno del colon. Ci sono una ventina di questi composti in grado di mutare le cellule del colon in cellule cancerose. La fibra promuove inoltre la crescita di batteri sani nell’intestino. Una dieta ricca di fibre sembra particolarmente adatta a prevenire il cancro per coloro che hanno un rischio ereditario di sviluppare polipi precancerosi. In uno studio condotto su persone ad alto rischio di sviluppare il cancro del colon-retto, quelle che mangiavano almeno tredici grammi di fibra di crusca al giorno per otto settimane hanno mostrato una minore crescita delle cellule tumorali nel colon.

cibi salutari

E per “carni lavorate o processate” si intendono quelle interessate da un processo di lavorazione, che ne prolunga la conservazione e ne migliora il gusto. Come ad esempio l’affumicatura, la salatura, la stagionatura e l’aggiunta dei più disparati Additivi tra cui Conservanti e Insaporitori. Parma e San Daniele d.o.p. Considera che le carni sopra citate sono state classificate nel “gruppo 1”, che contiene i “Carcinogeni Umani Certi”, ossia le sostanze che è stato provato essere gravemente tossiche per l’organismo, e che comprende al momento 117 agenti. Tra questi 117 agenti ci sono sostanze ad alta pericolosità come il fumo, l’amianto, l’arsenico e il benzene che sappiamo tutti essere gravemente tossici per la salute o addirittura mortali. Però attenzione, se le carni lavorate sono state inserite nel “gruppo 1”, questo non vuol dire che mangiare un wurstel sia nocivo come fumare un pacchetto di sigarette. Ma importante sottolineare che l’effetto dipende sempre dalla dose! Tutte noi, cerchiamo continuamente di mangiare nel modo più sano possibile, scegliendo gli alimenti più nutrienti, ma non è sempre facile! A volte si rischia di limitare troppo la dieta a solamente quei 5-6 piatti standard senza spaziare tra gli scaffali del supermercato, e rischiare di mangiare sempre le stesse cose, non spaziando dai nella scelta degli alimenti sani da acquistare. Certo, le insalate sono una scelta straordinariamente sana, ma tante sono le insalate condite con cibo spazzatura… come crostini, pezzi di pancetta, pollo fritto, formaggi grassi e svariati condimenti. Se hai voglia di un’insalata, scegline una senza tanti condimenti strani, magari una con del pollo alla griglia, che è la cottura light per eccellenza, e un cucchiaino di olio extravergine di oliva. Ma lo sapevi che la maggior parte delle bottiglie monodose di succhi di frutta e tè, contengono una quantità spropositata di zuccheri e calorie? Ancora una volta, controlla l’etichetta per vedere cosa c’è effettivamente nel succo di frutta o nel tè prima di acquistarlo. Abbiamo tutte sentito parlare dei poteri rigeneranti delle zuppe di pollo e noodle, ideali per curare raffreddori, influenze e malessere generale.

La regola del “mangiare sano” è sempre esistita ma è negli ultimi anni che ha preso piede nei dibattiti collettivi ed è diventata praticamente un obbligo. La dieta mediterranea insomma è la strada da seguire per assicurarsi un nutrimento il più possibile naturale e completo. E’ in questo contesto di discorsi e consigli su come e cosa mangiare che si inizia a parlare di agricoltura biologica. L’agricoltura biologica, fa il suo esordio nei mercati circa dieci anni fa, è una produzione agro-alimentare “pulita” capace di offrire cibi senza l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi, in tutte le varie fasi della coltivazione, trasformazione e stoccaggio. Gli alimenti biologici sono ottenuti senza l’utilizzo di sostanze estranee ai metodi naturali, rispettando la biodiversità, preservando i terreni e gli animali. Le origini del biologico risalgono alla fine del XIX secolo, quando nascono a Berlino le Reform Haus, che commercializzano prodotti dietetici e combattono l’alcolismo proponendo un regime alimentare basato su pane integrale frutta e verdura senza additivi.

  • Sono fonte naturale di melatonina, quella sostanza che ci aiuta a dormire bene
  • E qual è invece la lista dei cibi consigliati (per rimanere in salute)
  • La carne fa bene o la carne fa male? Scoprirai che la verità non è sempre bianca o nera
  • Prevenire e combattere la cellulite e la ritenzione idrica;
  • Dal Grandissimo Professor Berrino durante i suoi seminari e le sue interviste,
  • L’eccesso di alcool
  • Mangiare pesce e pollo senza pelle si è rivelato in connessione ad una diminuzione del rischio
  • Combattere arteriosclerosi, invecchiamento, psoriasi e ipertensione

Tuttavia, essendo consapevoli che i grassi saturi ed il colesterolo sono “potenzialmente” nocivi, poiché “mediamente” in eccesso, meglio ridurne la quantità totale nella dieta collettiva (in tal caso, STOP a burro e panna). Un’ultima osservazione va fatta sugli yogurt; se al naturale sono di certo ottimi alimenti, mentre quelli edulcorati (con zucchero o additivi) rappresentano un’alternativa meno salutare. Gruppo 3: cereali, derivati e tuberi. Non c’è molto da dire; accertata l’assenza di muffe o residui di trattamenti agricoli, è semplicemente necessario prediligere quelli INTERI e (nel caso dei cereali) INTEGRALI. Le patate sono tuberi, ma (da cotte) vantano un apporto nutrizionale più simile a quello di un cereale piuttosto che di un ortaggio. Gruppo 4: legumi. Vale quanto detto nel paragrafo precedente. Sono alimenti molto salutari ma, anche quando il fabbisogno energetico lo consente, è necessario che vengano assunti in porzioni ragionevoli. Ciò è dovuto al fato che quelli interi e provvisti di buccia contengono un discreto apporto di molecole antinutrizionali (fitati e inibitori delle proteasi). Gruppo 5: Grassi e oli da condimento.

Sta dalla parte del bio anche il giornalista agricolo Tom Philpott, che nel suo intervento si sofferma piuttosto sui limiti dell’agricoltura industriale. Un sistema che, nonostante tutto, non è riuscito a dar da mangiare al mondo: anche nella sua culla, gli Stati Uniti, il 15% della popolazione soffre di insicurezza alimentare. Senza contare, dice Philpott, che si tratta di un tipo di agricoltura che richiede molta energia per la produzione di fertilizzanti azotati e grandi quantità di una risorsa, i fosfati, i cui depositi stanno cominciando a scarseggiare. Per l’esperta di politiche alimentari Marion Nestle, infine, tutta la discussione si riduce a tre temi fondamentali. Anzitutto la produttività, ma secondo Nestle la differenza tra quella bio e quella convenzionale è troppo piccola per avere un effetto significativo a livello mondiale. In secondo luogo i benefici, soprattutto per quanto riguarda il minor o nullo contenuto di pesticidi. Infine, il costo. Vale davvero la pena spendere di più per un prodotto bio? Personalmente, preferisco non essere una cavia in un esperimento a lungo termine sui pesticidi», commenta Nestle, ammettendo che per lei la risposta è sì, vale la pena. Insomma, l’avevamo annunciato: come sempre, di fronte al bio ci si schiera in fazioni opposte. Chi strenuamente a favore, chi strenuamente contro. Prendere una decisione in merito non è semplice: stesso valore nutrizionale per cibi bio e convenzionali, ma meno pesticidi e meno resistenza agli antibiotici nel primo caso. Produttività in genere superiore per l’agricoltura convenzionale, ma con alcune eccezioni. Limiti e vantaggi in entrambi i sistemi produttivi, ma con costi decisamente superiori per il bio. A fronte di questa incertezza, però, può valere la conclusione democratica di Marion Nestle: «Sono fortunata a poter scegliere cosa comprare. Dovremmo lavorare per dare a tutti questa possibilità».